L’olio è sempre più turismo: domanda in crescita del 37% e oltre 600mila imprese italiane
- Febbraio 26, 2026
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Il fenomeno dell’oleoturismo in Italia si conferma tra i segmenti più dinamici del turismo enogastronomico, con un forte interesse anche dall’estero e l’olio considerato patrimonio culturale da 7 italiani su 10.
ROMA – L’oleoturismo in Italia continua a crescere con decisione e si sta affermando come uno dei segmenti più vivaci del turismo legato al gusto e all’esperienza enogastronomica. Secondo il Secondo Rapporto sul Turismo dell’Olio, promosso dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Coldiretti e Unaprol e curato da Roberta Garibaldi, tra il 2021 e il 2024 la partecipazione alle esperienze legate all’olio extravergine di oliva è aumentata del 37,1%.
Turismo dell’olio: numeri e tendenze
Il rapporto evidenzia come l’Italia, con oltre 619mila imprese olivicole e più di 500 cultivar di olivo, sia protagonista di questo trend in forte espansione. Si tratta di un fenomeno che si inserisce nel più ampio mercato del turismo del gusto, stimato a livello globale in 11,5 miliardi di dollari e destinato a superare i 40 miliardi entro il 2030, con una crescita media annua del 20%.
Non si tratta solo di semplice degustazione: crescono le esperienze immersive richieste dai turisti, come itinerari tra uliveti secolari, visite ai frantoi storici, cene in uliveto e percorsi culturali legati alla produzione dell’olio.
Gli italiani e l’olio come patrimonio culturale
Secondo l’analisi, 7 italiani su 10 considerano l’olio un simbolo del patrimonio culturale e paesaggistico nazionale, segno dell’importanza sociale e identitaria del prodotto oltre che economica.
L’interesse non è esclusivo del mercato interno: tra i principali mercati esteri spiccano Germania, Francia, Austria, Svizzera e Stati Uniti, dove cresce la domanda di esperienze legate all’olio, con propensioni di spesa variabili. In Europa le visite e le esperienze legate all’olio sono spesso associate a spese comprese tra 20 e 40 euro, mentre i turisti statunitensi mostrano maggiore propensione al segmento premium con spese tra 60 e 100 euro.
Le regioni più gettonate
Il rapporto segnala che le destinazioni preferite dai visitatori per esperienze oleoturistiche includono:
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Toscana (29%)
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Puglia (28%)
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Sicilia (20%)
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Umbria (18%)
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Liguria (15%)
Con un crescente interesse anche per territori meno conosciuti ma di alta qualità produttiva.
Turismo esperienziale oltre la degustazione
Accanto alle classiche degustazioni e visite ai frantoi, l’oleoturismo si sta diversificando verso proposte più immersive: passeggiate tra ulivi secolari, eventi culturali legati alla tradizione olivicola e attività didattiche sulla produzione. Questo riflette la crescente domanda di turismo esperienziale, che va oltre la semplice consumazione del prodotto e punta a creare un legame profondo tra visitatore, territorio e cultura locale.
Un’opportunità per le imprese e i territori
La crescita dell’oleoturismo offre opportunità concrete per le imprese agricole e turistiche italiane, contribuendo a valorizzare i territori rurali e a promuovere prodotti tipici italiani nel mondo. Il settore rappresenta così un ponte tra agricoltura e turismo, capace di generare ricadute economiche positive per le comunità locali e di rafforzare l’identità culturale delle aree di produzione dell’olio.












